January 22, 2018

December 29, 2017

Please reload

Post recenti

Cast Away, ovvero perché leggere precocemente con e per i nostri bambini!

 

 

Esame di filosofia teoretica: il professore con aria truce, critica "una studentessa" perché si presenta con un volume intonso da cui deduce che la malcapitata non ha aperto libro, metaforicamente e fisicamente parlando. Conclusione: la "studentessa" viene cacciata dall'esame senza passare dal via.

 

Ebbene sì, quella "studentessa" la conosco fin troppo bene... vi chiederete: perché raccontarvi questo episodio della mia vita?

Non voglio certo prepararvi alle gioie e ai dolori accademici dei vostri bimbi/e prima del tempo. Ci sarà modo, forse, ...

Voglio solo ripartire dalla parola “intonso” per parlare di promozione della lettura già dalla primissima infanzia. Anzi il mio suggerimento è sicuramente quello di iniziare a prendere confidenza con le storie e con la vostra voce già dal pancione senza che questo vi faccia sentire Tom Hanks in Cast away.

 

Vi voglio rassicurare: la vostra pancia non è Wilson (il pallone da volley suo compagno di sventura) e, anche se non ci affidiamo ai pennelli di un'esperta belly painter, sarà comunque più carina di lui.

Nella vostra pancia, però, nuota un esserino che già dalla 19ma settimana inizia a sviluppare l'udito. L'influenza dell'ambiente comincia precocemente, allora perché non iniziare a leggere per lui/lei quando ancora possiamo intuire il suo temperamento solo dalla forza con cui punta i piedini sul nostro costato?

 

Certo questo è sicuramente un ottimo consiglio per tutte le "pance in ascolto", ma state tranquilli anche se avete acquistato la prima raccolta di fiabe solo al 6° mese!

Niente è perduto, non ci sarà un pegno da pagare per il resto della vostra vita, non avrete bloccato irrimediabilmente lo sviluppo del vostro bambino!

Mantenete la calma, anche se so che per un genitore la parola evoca i tempi del pleistocene della sua esistenza!

Quello umano è un cervello che per fortuna si plasma attraverso l'esperienza, perciò mettiamo da parte il senso di colpa, che ci accompagna come la nuvoletta di fantozziana memoria fin dalla nursery: ogni momento può essere quello buono per iniziare!

 

Quindi al di là dell'epoca di avvio della relazione narrativa, perché leggere a un bambino che ancora non ha nemmeno iniziato a padroneggiare i prerequisiti della letto-scrittura?

 

Come vi accennavo, sono le esperienze che noi offriamo ai nostri figli/e che consentono di realizzare pienamente il loro potenziale. Non vi parlo di esperienze necessariamente stratosferiche. Da madre mi trovo anch'io a fantasticare sulla creazione di parchi tematici per ogni loro seppur fugace interesse ma, e qui c'è un ma, non è indispensabile competere con Walt Disney per coltivare le risorse dei nostri bambini.

 

È nella relazione familiare ed educativa che ci prendiamo cura del loro sviluppo globale, e la lettura, apparentemente un atto piccolo, è in realtà uno spazio pedagogico molto ricco. La lettura, anche quella dialogica e condivisa che precede la lettura autonoma, non è un atto passivo.

Secondo Proust, una delle caratteristiche salienti dei bei libri è che ciò che per l'autore sono le “Conclusioni” per il lettore sono “Incitamenti”, che non forniscono risposte ma il desiderio di cercare la verità che nessuno ci può offrire su un piatto d'argento. Quindi l'albo illustrato diviene non un prodotto finito, ma uno strumento di ricerca poiché, riprendendo la definizione data da Ilaria Tontardini dell'Associazione culturale Hamelin, l'albo è un contenitore di domande.

Non significa trasformare il momento della lettura in un interrogatorio o peggio, in un'interrogazione con voto finale né per la nostra performance di lettori (siamo genitori non attori in lizza per l'Oscar) né per il grado di comprensione del testo del nostro bambino.

 

Facciamoci guidare da tre “C” che ritroviamo nelle guide bibliografiche del Programma Nazionale Nati per Leggere: Coinvolgimento, Complicità e Condivisione.

Cosa possa rappresentare per il bambino il momento della lettura condivisa con un adulto è strettamente connesso al come si legge al bambino: se nel raccontargli una storia il genitore lo accompagnerà senza imporre e valutare, la lettura potrà diventare uno spazio per la costruzione di significati ed elementi emozionali condivisi, in cui al bambino si riconosce un ruolo centrale nell'elaborazione della propria comprensione del mondo. Sarà lui a guidarci con la sua capacità di cogliere informazioni complementari, con il suo sguardo meno focalizzato ma più aperto alla ricchezza del mondo.

 

Potrei elencarvi i principali benefici della lettura dialogica come: il contatto con la lingua materna e la sua struttura, lo sviluppo del lessico, lo stimolo all'immaginazione, la costruzione di strutture mentali e dei rapporti tra sé e il mondo, lo spazio, il tempo. Potrei e in parte l'ho fatto ... ma mi limiterò a sottolinearne l'aspetto relazionale.

La lettura condivisa consente di sperimentare l'insolito e il timore che questo può causare, restando nell'ambito di ciò che ci è familiare. La rassicurazione non è data da testi o immagini banali, ma dalla nostra voce, dalla presenza dell'adulto. Sarà questo che porterà nella relazione narrativa, anche attraverso l'aspetto corporeo del contatto, la gratificazione affettiva così come avviene con la coccola.

 

Torniamo ora alla parola con cui abbiamo iniziato: “intonso”.

È l'esatto contrario del termine che utilizzerei per definire il primo libro dei miei figli, passato di manina in manina dal primo alla seconda, ed è anche il primo albo scelto da me per loro: Lupo lupo, ma ci sei? di Quarenghi-Orecchia edito da Giunti Kids. Sottolineo il grado di usura raggiunto dal libro negli anni con soddisfazione, perché vuol dire che la scelta si è rivelata felice.

 

Ma la lettura, la rilettura e la citazione di un libro per un bambino è solo un esercizio mnemonico o cos'altro? Nella frase “lo rileggi” o “ancora” cosa potrebbe voler dire il nostro piccolo?

 

La fiaba per un bimbo diventa uno strumento per trattenere con sé l'adulto, per chiedere una partecipazione attenta e completa, perché nulla ci possa distrarre e il nostro esserci sia consapevole e totale, almeno per la durata della lettura di un albo.


Vi lascio con una citazione, dalla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari: 

 

"Le fiabe servono all'uomo intero, e non solo al fantasticatore. 

Servono perché, in apparenza, come la poesia, la musica, il teatro, non servono a niente.

Se una società basata sul mito della produttività, del profitto ha bisogno di uomini a metà,  occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione per cambiarla”.

 

Alla prossima, carissimi web-genitori!

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Please reload

Archivio

Orari di apertura

Da lunedì al venerdì: 

8:00am-16:30pm (Libro.Nido)

17:00pm-19:30pm (Biblio-Ludoteca)

 

Indirizzo

 

Via Zagabria, 47

09129 Cagliari

tel.  320 716 6708

mail: lunamoonda15@gmail.com

C.F e P.IVA 03541890921

  • Facebook Social Icon

La tana di Lunamoonda

 

sito ideato e creato da Francesca Cara